martedì 10 luglio 2007

Senza parole... o quasi!

Le signore in foto mi perdonino, ma la situazione era troppo bella per non essere immortalata...

La Val d’Orcia

Finalmente sono riuscito anch’io ad "entrare" in quelle cartoline che tanto mi affascinavano.
E la sensazione è stata un po’ quella di aver raggiunto un obiettivo. Da anni infatti, sognavo di visitare e soprattutto fotografare questi luoghi.
Colline immense e dorate, disseminate di balle di fieno, oppure arate e all’apparenza aride. Poi, casali e castelli ed ogni tanto qualche borgo sulla cima di uno sperone a controllare la zona.Semplicemente affascinante.
Ed immaginatevi Emiliano, che ferma l’auto ad ogni curva, scende con la fotocamera in mano e si “immerge” in campi di paglia appena tagliato, alla quale è notoriamente allergico, ma solo a Milano…Otturatore chiuso… sottoesponiamo, troppa luce… tutto inquadrato?
Click!


Nel regno di Sua Maestà.

Arrivando a Montalcino, si ha come la sensazione che il padrone di casa sia un tipo molto importante. E avvicinandosi alle porte della città, la percezione è sempre maggiore.
Il Brunello qui è amato, vezzeggiato, curato e il suo nome esposto in ogni luogo. Ogni filare di viti ha un ceppo di rose all’inizio, non so se per qualche motivo “tecnico”, ma ad un “cittadino” come me, questa cosa dà un po’ l’idea di un omaggio alla nascita di un frutto, che diventerà maturo solo dopo 5 anni di riposo in botti di rovere.
Non potevo resistere. Dopo una visita alla città, mi sono spostato a San Quirico d’Orcia, dove l’ho potuto assaggiare in una trattoria del centro, accompagnando un’ottima tagliata al rosmarino. Potrei annoiarvi raccontandovi che al palato si presenta come un vino raffinato e magari esaltarvene le famose “caratteristiche organolettiche”… ma non ne sono capace. Quello che posso dire è che “va giù che è un piacere” e che alla fine ti lascia quel leggerissimo e piacevolmente temporaneo cerchietto alla testa, quasi a ringraziarti di averlo assaggiato.
Non nego di aver fatto anche una pazzia. In un’enoteca di Montalcino, ho acquistato una bottiglia di Rosso di Montalcino, stesse uve del Brunello e invecchiamento di un anno, che consumerò con i miei genitori, per ringraziarli per tutto quello che stanno facendo per me in questo periodo un po’ “duro” e poi una bottiglia di Brunello, che voglio aprire solo quando si presenterà un’occasione davvero speciale.
Mi hanno detto che potrà rimanere in bottiglia anche per 12 anni, ma mi auguro che il mio momento speciale arrivi un po’ prima…





“Belsedere”…

Seguendo l’illusione di una piacevole deviazione, ho preso una stradina bianca, speranzoso di trovare in questa località, dispersa tra le crete senesi, varie amenità quali, “il museo del perizoma” o “la biblioteca della chiappa”… Ma niente!

Nella mia mente, già mi gustavo graziose abitanti, che in linea con il “bel” nome del paese, deliziavano la mia permanenza, intrattenendomi sugli standard qualitativi suggeriti dal primo cittadino…

lunedì 9 luglio 2007

Le crete senesi

Non capisco dove si ferma la natura ed inizia l'uomo e viceversa. Colline dorate di grano appena tagliato, distese verdi, altre argillose, tutto intervallato da profonde "balze" di creta, le uniche a dare la netta impressione del naturale lavoro di erosione del vento e dell’acqua. Poi, filari di cipressi a sottolineare la presenza di casali cromaticamente integrati con il territorio e querce solitarie che hanno fatto la fortuna di qualche artista della fotografia.
Tutto perfettamente al proprio posto, in un tacito accordo di non prevaricazione tra uomo e natura.